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Il Mese Magazine

Febbraio 2012


Con cent’anni di storia alle spalle, pronta a debuttare la quarta generazione, l’Impresa Fratelli Manara comincia a pensare all’Estero

L'edilizia nel DNA Manara

La storia, come spesso capita in questi casi, ha avuto origine dalle aspirazioni del self made man, l’uomo che con impegno, volontà e coraggio è riuscito prima a costruirsi un presente, poi a rafforzare la propria identità nel tempo. L’Impresa Fratelli Manara è per questo la storia di uomini di spirito d’iniziativa che -aspetto non banale -sono riusciti negli anni a mantenere viva un’attività, sapendo coniugare tradizione e cambiamento, appartenenza al territorio e apertura al mondo. 
Siamo nel primo Novecento quando Roberto Manara (1879-1937) da operaio semplice, impiegato nella realizzazione della galleria Parma-La Spezia, decide di mettersi in proprio e sviluppare le proprie intuizioni da libero capomastro, diventando presto punto di riferimento per alcune delle famiglie più importanti della città. 
Roberto lascia il proprio segno nell’architettura urbana prima con interventi all’interno di Palazzo Marchi, quindi in epoca fascista con la realizzazione della “famosa” Ca’ di Spós (vicino al cinema Astra) o la piscina Enal, nel complesso del Teatro Due.
Insieme alla crescita arriva però, anche la seconda guerra mondiale. Momento difficile per la famiglia Manara, durante il quale i capifamiglia, Carlo (1909-2001) e Giorgio (1919-2001), succeduti nel frattempo al padre Roberto, vengono fatti prigionieri in Russia e Polonia. È grazie alla dedizione di un loro collaboratore, Paride Mattioli direttore di cantiere, se l’impresa Manara, e quindi la stessa famiglia, riesce a sopravvivere a quegli anni. Per poi rifiorire. Nel dopoguerra tornano infatti ad essere più di trecento gli operai che alle dipendenze dei fratelli Manara lavorano alla ricostruzione. Nell’epoca “del fare”, matura così nella famiglia la decisione di intraprendere la sfida dell’edilizia in proprio, abbandonando progressivamente il ramo degli appalti pubblici. All’inizio degli anni Sessanta la trasformazione: l’Impresa Roberto Manara diventa Impresa Fratelli Manara e comincia a lavorare anche al di fuori dei confini di Parma: Cremona, Verona, poi Milano. Sono gli anni del boom edilizio: da un lato c’è la necessità di nuovi alloggi, dall’altra la richiesta sempre più alta da parte dei tanti italiani all’estero, emigrati per cercare fortuna, di nuovi investimenti nella terra d’origine.
Oggi l’Impresa Manara è un’azienda edile a trecentosessanta gradi. Guidata dalla terza generazione composta da Luciano e Stefano, figli di Giorgio, e Roberto figlio di Carlo, si occupa dell’intero piano immobiliare: dalla progettazione allo sviluppo della parte esecutiva, dal piano finanziario alla commercializzazione degli appartamenti.
Non solo strutture residenziali ma anche complessi commerciali e secondo un nuovo modo di intendere l’edilizia, interi comparti urbanistici. Con la quarta generazione pronta ormai a debuttare, si sta inoltre presentando all’Impresa la nuova sfida dell’internazionalizzazione. È per i giovani Matilde e Pietro, entrambi iscritti a architettura al Politecnico di Milano, che si stanno preparando le basi per nuove avventure imprenditoriali: a Salvador De Bahia, dove la ventiquattrenne Matilde si sta laureando, e in Romania con la costruzione di nuovi edifici residenziali a Bucarest.
Sostenibilità è la parola chiave per l’Impresa Fratelli Manara: mai «costruire per costruire che tanto si vende comunque» dicono in azienda. E il paragone nasce spontaneo: come per una casa, così il successo dell’impresa si è costruito sulla solidità delle fondamenta.


Le tappe

Primi del '900

Roberto Manara, semplice operaio, decide di mettersi in proprio e come capomastro comincia a lavorare per alcune delle famiglie più importanti di Parma. Tra i suoi interventi Palazzo Marchi 

Dopoguerra 

Nel secondo dopoguerra l’impresa arriva ad impiegare più di 300 dipendenti. La necessità della ricostruzione porta l’azienda a costruire in proprio abbandonando il ramo degli appalti 

Anni Sessanta

L’attività si trasforma in Impresa Fratelli Manara (Carlo e Giorgio) società in accomodata semplice; nel 1980 diventa definitivamente società per azioni 


Consigliere delegato e Project Manager

arch. Luciano Manara 

«Il futuro del settore sarà la riqualificazione urbana»

Edilizia in crisi? 
«Le imprese in difficoltà sono soprattutto quelle che hanno lavorato in questi anni per conto dell’amministrazione pubblica, a causa dei mancati pagamenti per lavori fatti da mesi se non anni. Diversa invece è la realtà di quegli operatori improvvisati che senza conoscenze specifiche possono nel nostro settore aprire una nuova attività: se negli appalti pubblici esistono griglie severe, nell’immobiliare non è così. Un meccanismo non coerente che lascia spazio a operatori non professionali, spesso privi di piani finanziari seri, che inquinano il mercato» -dice Luciano Manara, architetto e project manager dell’Impresa Fratelli Manara. 

E il rapporto con le banche? 
«Il sistema bancario deve tornare a sostenere al massimo il settore delle costruzioni che costituisce da sempre il motore dello sviluppo economico di un paese. Questo non significa non sviluppare un’auspicabile maggior attenzione nel valutare la qualità e sostenibilità delle iniziative proposte dagli operatori e l’affidabilità degli stessi; ma ciò senza visioni preconcette dettate da una “crisi del settore”che se si è manifestata in termini drammatici nei Paesi delle cosiddette “bolle speculative”,in Italia, e nella nostra regione in particolare, ha subito una flessione quasi fisiologica. Occorre inoltre più disponibilità a concedere maggior credito all’acquisto della casa , evitando certo gli eccessi di un recente passato, ma con un occhio di particolare riguardo ai giovani, seri, che lavorano e che vogliono formarsi una famiglia». 

Com’è cambiato il modo di fare iniziative immobiliari? 
«In questi anni c’è stata un’evoluzione culturale: lo sviluppo della città non è più parcellizzato, bensì si ragiona su grandi interventi. Questo ha migliorato il modo di lavorare, anche se nel contempo lo ha reso più complesso e difficile soprattutto da un punto di vista finanziario». 

Il futuro dell’edilizia? 
«La grande sfida è la riqualificazione urbana, bisogna intervenire laddove la città è superata e non è viva. Riqualificare non vuol dire esclusivamente demolire per ricostruire, ma anche riempire vuoti, anche con infrastrutture e servizi; penso all’uscita dell’autostrada per esempio. Un altro aspetto sul quale devono ragionare le società edili sono inoltre le reti d’impresa, fondamentale strategia per il mercato contemporaneo». 


A sud della città un nuovo modo di pensare l’urbanistica

“ParmaMia” è il nuovo quartiere residenziale che sta sorgendo nella zona sud della città (vedi progetti). Caratteristica dell’intervento è stata la scelta di realizzare tutte le opere di urbanizzazione, comprese le aree a parco urbano e il sistema dei percorsi ciclabili e pedonali, prima ancora dell’edificazione dei singoli lotti privati residenziali attualmente in costruzione. «Abbiamo scommesso su questo nuovo approccio, cosa che si vede fare spesso all’estero ma non in Italia - spiega Luciano Manara -. Una scelta che sta ripagando nonostante una certa flessione del mercato. È un bell’intervento, sia da un punto di vista urbanistico-architettonico, sia da un punto di vista commerciale». 


I progetti simbolo 

Eurotorri

20.000 mq di attività commerciali e 5.000 mq di attività direzionali o artigianato di servizio. Il Centro Commerciale più frequentatato della città. Finito nel 2004

Le Residenze di Porta San Michele

Nell’ambito del piano di riqualificazione urbana area ex Barilla, nei pressi della vecchia porta San Michele, sono state realizzate 102 unità immobiliari. Finito nel 2004

Le Residenze del Campus

In un’area verde di 50.000 mq.,105 alloggi per studenti, 90 alloggi per docenti oltre ad edificio commerciale di mq 5.000 Finito nel 2006

Parmamia

Tra la tangenziale, strada Farnese, via Chiavari, una varietà di tipi edilizi residenziali; integrazione con parco urbano, percorsi pedonali-ciclabili. Realizzazione in corso

Corte Bassa dei Folli

Sette palazzine di raffinata architettura, tre di quattro appartamenti ciascuna (Ca’ Solferino), quattro di dodici (Ca’ del Parco). Realizzazione in corso

Residenze Corte Morganda

Ad Arese, nell’hinterland milanese viene costruito un complesso residenziale composto da 7 edifici per un totale di 135 alloggi di cui 48 di edilizia convenzionata. Finito nel 1995

Le Residenze sul Parco

Sempre ad Arese realizzazione di 16 edifici per un totale di 188 alloggi in un contesto in cui “vivere a misura d’uomo”. Finito nel 2005


I numeri

5 i membri della famiglia

Roberto: presidente cda e responsabile area produttiva;
Luciano: consigliere delegato e project manager;
Stefano: consigliere delegato e responsabile amministrazione e finanza;
Michele: amministrazione e contratti;
Massimo: responsabile commerciale

18 mln di euro circa

il fatturato del 2011 

1945 nasce l’U.P.I.

L’Impresa Manara è tra i suoi fondatori. L’arch. Manara, da alcuni decenni, è membro della Consulta (oggi Sezione) dei Costruttori Edili ANCE di Parma di cui è stato Presidente per due mandati. É anche vice presidente dell’Unione Parmense degli Industriali